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Personal Branding: cerco lavoro o creo una opportunità?

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Vedo che oggi molti ragazzi e ma anche adulti che hanno perso il lavoro si affannano a trovarne uno nuovo, attraverso l’invio del cv.

Cv che sono però uno il copia incolla dell’altro, con competenze acquisite durante gli anni scolastici e sviluppate in ambito lavorativo molto buone ma con un personal branding praticamente inesistente.

In questo modo si lavora su “ingaggi” al ribasso, essendo uno il copia incolla dell’altro. Il datore di lavoro/partner non percepisce il valore aggiunto che tu puoi portare nella sua azienda.

Il personal branding è un processo attraverso cui un’azienda o una persona definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace. Il personal branding adotta le tecniche utilizzate dal Marketing per promuovere i prodotti commerciali e le adatta per la promozione dell’identità delle singole persone e delle aziende (PMI o aziende personali). L’obiettivo in entrambi i casi è il brand positioning ovvero, per citare Ries e Trout, posizionare nella mente dell’utente il brand (o il nome del professionista) associato a una precisa peculiarità, a un concetto che inequivocabilmente lo distinguerà dai concorrenti.

Con il personal branding si influenza l’utenza, attraverso esperienze da far vivere al cliente (experiential marketing) o diventando capace di influenzare una community di seguaci fedeli.

Chi applica il personal branding al web ha lo scopo di creare una rete di seguaci attraverso social media e blog personali ed eventi (formazione e fiere di settore) con l’obiettivo di aumentare la propria web reputtion.

I professionisti utilizzano software di monitoraggio della reputazione digitale che applicano diverse operazioni dette di social media Monitoring in grado di valutare la soddisfazione dell’utenza, di fare indagini di mercato e di monitorare le tendenze dei propri follower con operazioni di listening.

Questo concetto si può applicare anche con i nostri clienti: nel momento in cui il cliente che tu sei un professionista con uno storico alle spalle, ci può accogliere serenamente e si può fidare della nostra professionalità. Ci percepisce come AUTOREVOLI e ai suoi occhi siamo credibili.

“Giochi” di “percezione” E’ “tutto” qui.

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